Carnevale con le maschere astigiane

CARNEVALE

Martedì 21 febbraio 2017, nel pomeriggio, nella nostra scuola si è festeggiato il Carnevale con la “Famija d’le maschere Astesane”. Nei giorni precedenti noi alunni di classe 5° ci siamo documentati sulla storia, i nomi, le caratteristiche di questi personaggi che animano il Carnevale astigiano, anche perché  la maggior parte di noi conosceva soltanto le maschere regionali Giandoja e Giacometta. Attendevamo dunque con curiosità il loro arrivo, organizzando intanto una accoglienza festosa. Le Maschere, con i loro variopinti costumi e ornamenti, hanno varcato i cancelli  della nostra scuola puntuali alle ore 15:00. Noi tutti alunni della scuola primaria e della scuola dell’infanzia, mascherati o truccati, ci siamo disposti nel cortile per accoglierle e salutarle. A questo punto si è fatto avanti Falamoca, curioso personaggio con lunga giacca, pantaloni neri al ginocchio, panciotto e grosso cappello rosso e blu con piume bianche di struzzo, il quale ha presentato le maschere una ad una narrandoci curiosità e leggende ad esse legate. Per prima si è presentata con inchini e giravolte la “Bela Lavandera” (la lavandaia di un tempo), alla quale mancava il compagno “Barcajò”, entrambi figure tipiche di Borgo Tanaro. Ci è stato raccontato che la maschera del barcaiolo ricorda non solo il lavoro di traghettamento sul fiume, ma anche l’eroismo di tanti che hanno salvato chi rischiava di affogare nel Tanaro. Poi si sono presentati “Cico Foet” (il carrettiere con la frusta)) e sua moglie “Ghitin d’la Tour”, dalla graziosa cuffietta, proprietaria dell’osteria “La Torre” di Borgo Torretta. Un’altra coppia di Maschere erano “Toni Destopa”, famoso oste di San Rocco che sturava bottiglie di buon vino da mattina a sera, e sua moglie “Maria Gogheta”, un’ortolana. Anche Maria Gogheta amava le feste e il buon vino; per questo la chiamarono “Gogheta”, dal dialetto astigiano “fè  gogheta”, cioè “far baldoria”. I colori dei loro abiti erano  il verde e il marrone. Infine si è presentato “Falamoca” stesso, rappresentante un doganiere che lavorava alle porte della citta di Asti verso la fine del ‘700. “Gigin Polemica” era la sua bella moglie, dalla “lingua lunga” e per questo soprannominata “Polemica”. La loro storia è molto lunga; vi diciamo solo che Gigin Polemica era così loquace e arguta che riuscì a tirar fuori di prigione il futuro marito, arrestato per un duello finito male. Barberina e Spumantino, le due maschere più rappresentative della città di Asti, purtroppo non erano presenti. In seguito i bambini di tutte le classi, in ordine dalla 1° alla 5°, hanno recitato filastrocche, poesie e divertenti dialoghi di Carnevale e hanno cantato in coro allegre canzoni. Dopo aver recitato la “Tarantella di Pulcinella”, noi alunni di 5° abbiamo intonato la “Monferrina”: tutti si sono uniti al canto ritmando con le mani e anche la Maschere Astigiane hanno cantato e ballato con noi. Alla fine, tutti insieme, abbiamo fatto merenda con bugie, biscotti, patatine e bibite.

E’ stato un bel pomeriggio, allegro e festoso, in cui ci siamo divertiti e abbiamo anche imparato  tante cose sulle tradizioni locali.

Grazie Maschere Astigiane

foto_gruppo_carnevale-2017

Allegati